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ON sottolinea e osserva come importanti linee storiche dell’arte si stanno di fatto e concretamente evolvendo nell’attuale sperimentazione di molti artisti che utilizzano le tecnologie (elettronica, meccanica, informatica, acustica, etc..) come parte integrante del loro lavoro.

ON nasce per sollecitare un dibattito tra tutti gli artisti che si avvalgono delle tecnologie più disparate per concepire, progettare e realizzare le loro opere.

ON non si limita allo sviluppo di nuove tecniche artistiche, ma vuole essere un concreto stimolo culturale per riflettere sulla dimensione completa dell’uomo.

ON riflette sulla responsabilità sociale dell’artista e sulle implicazioni etiche dei valori culturali che produce.

ON inizia ad agire nella rete con un blog per raccogliere le testimonianze di artisti interessati e attivi in queste ricerche.

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ON underlines and pays attention to important art historical trends towards the experimentation of many artists with technology (electronics, mechanics, computer science, acoustics and other sciences) as an integral part of their work.
ON is designed to encourage a debate between all artists who use technologies to conceive, design and create their works.

ON is not limited to the development of new artistic techniques, but wants to be a real cultural stimulus to reflect on the human dimension.

ON pays attention to the social responsibility of the artist and on the ethical implications of the cultural values ​​his research work entails.

ON communicates through a blog to collect support by artists interested and active in this kind of research work.

 

Maurizio Vitta

“On” è l’icona verbale che il nostro tempo ha adottato per rappresentare un mito, quello dell’accensione, del soffio vitale, dell’energia che muove il mondo. Mito antichissimo, che un tempo si identificò col fuoco, che gli illuministi resero metafora della ragione, e che la modernità ha riassunto nell’immagine di un dispositivo tecnico, ovvero in quell’impulso elettrico che un semplice gesto quotidiano attiva perché la vita, dovunque, continui.

Il gruppo “On” ha adottato questa icona come principio base per una ricerca rivolta in tutte le direzioni. Ricerca artistica, in primo luogo, in quanto riflessione sulla forma, sul senso, sul linguaggio, ma che in pari tempo rimette in discussione i paradigmi fondativi dell’arte, quelli della sensibilità, della inventività, della stessa formatività, fino a proporre inedite versioni dei concetti di rappresentazione, di opera, di progettualità. Ma altresì ricerca tecnologica, mirante a plasmare la ribollente materia tecnica del nostro tempo, cogliendola nei suoi gangli vitali, ovvero nelle molteplici intersezioni della logica informatica con la ragione creativa. Il terreno comune del gruppo è dunque quello che oggi viene definito “arte digitale” o “arte elettronica”, due accezioni non sovrapponibili, ma non prive di tangenze, incroci e reciproche ambiguità. A partire da questa radice condivisa, tuttavia, le tematiche, i presupposti teorici e tecnici, le stesse prospettive si ramificano in direzioni diverse.

Così Davide Coltro lavora sui suoi “quadri elettronici” padroneggiando una sofisticata tecnologia per  la rivisitazione di alcuni generi tradizionali, come il ritratto, il paesaggio, la natura morta, che nella loro ristrutturazione tecnologica si aprono a un dialogo nuovo sia con il soggetto che con lo spettatore; Alessandro Brighetti adotta il principio alchemico del solve et coagula per rivitalizzare le forme in una metamorfosi continua, nella fluidità, nel trapasso incessante di una composizione nell’altra; Nicola Evangelisti crea sculture immateriali, facendo della luce un linguaggio diretto che trasforma la percezione visiva in una figurazione simbolica; il lavoro di Daniele Girardi affonda le sue radici in quelle stesse dell’arte, della rappresentazione, della narrazione, rilanciando però l’immagine sul terreno di una sofisticata strategia digitale; Vincenzo Marsiglia, infine, assume i concetti di interattività, spazialità, recupero di elementi unitari (la “stella”) per operare una serie di incroci e traslitterazioni, fino a dar vita a spazi-ambienti mobili, performativi e proteiformi.

Da questo accidentato panorama risulta che il gruppo “On” opera in modo unitario non grazie alla coincidenza delle prospettive, ma al contrario in virtù della loro diffrazione. All’implosione degli intenti tipica dei sodalizi artistici tradizionali oppone l’esplosione delle poetiche a partire da una matrice comune, che non è tanto quella di una tecnologia ampiamente condivisa, quanto l’idea che questa tecnologia vada interpretata e assecondata in vista di una nuova progettualità.

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